MESSICO: UCCISO A SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS IL COMPAGNO E VOLONTARIO BRESCIANO MICHELE ‘MIGUEL’ COLOSIO

E’ stato ucciso a colpi di pistola Michele Colosio, per tutti Miguel, compagno e volontario bresciano di 42 anni, a San Cristobal de las Casas, in Chiapas, Messico. L’omicidio nella serata (messicana) di domenica 11 luglio 2021.

Non si sa praticamente nulla, al momento, della dinamica della sua uccisione. Solo che era uscito di casa per vedere la finale degli Europei di calcio e che, dopo la partita, qualcuno si è avvicinato sparandogli e uccidendolo, fuggendo poi in sella a una motocicletta.

Miguel faceva avanti e indietro tra il Chiapas, dove partecipava a progetti di cooperazione e volontariato, e il Bresciano dove aveva tuttora la residenza. Dieci anni fa, Miguel aveva lasciato il lavoro di tecnico di radiologia agli Spedali Civili di Brescia e aveva deciso di dedicarsi ai progetti in Chiapasla regione delle municipalità ribelli zapatiste nel sud-est del Messico.

Nell’ultimo periodo si era avvicinato anche al progetto “Casa de Salud Comunitaria “Yi’bel ik’ Raíz del Viento”, cogestito dal Nodo solidale e da alcune realtà territoriali, mettendo a disposizione le proprie competenze di ex-radiologo.

Michele Colosio era stato tra i fondatori della Critical Mass di San Cristobal. Per questo oggi, martedì 13 luglio, compagne e compagni lo ricorderanno con una biciclettata per le vie dell’antica capitale dello Stato messicano del Chiapas. Appuntamento alle ore 19.30 locali (le 02.30 italiane di mercoledì 14 luglio) nella piazza della Cattedrale, con una critical mass, il posizionamento di una bicicletta rossa e una veglia denominata “Basta con la violenza”».

Sulla pagina sociale della Casa de Salud Comunitaria “Yi’bel ik’ Raíz del Viento” è comparso un ricordo di Michele Colosio:

“Michele Colosio è stato ucciso domenica sera. Il suo sorriso noto e largo si è spento, lo hanno ucciso in un assalto, a un isolato da casa sua, tornando dai festeggiamenti per la finale dell’Eurocoppa di calcio. Ero così felice.

Michele è nato in Italia ma è sempre stato un cittadino del mondo, viveva in Messico da più di 10 anni e aveva una grande rete di amicizie, grande come il suo cuore. Artigiano, viaggiatore, pastore di capre, contadino, trapaniere, meccanico di bicicletta e tutto quello che gli veniva in mente di imparare, Michele nella sua gioventù ha studiato e lavorato come radiologo in un ospedale e il suo cuore e le sue conoscenze lo hanno avvicinato alla nostra Casa di Salute Comunitaria Yi ‘ bel Ik ‘ ′′Radice del Vento”, così come a molti altri progetti sociali, convinto com’era lui che bisognava dare, bisognava aiutare, bisognava fare popolo nella fratellanza, senza distinzioni di lingue, confini e colore di pelle.

È morto dopo un assalto, uno dei tanti che ogni giorno si danno nel villaggio magico di San Cristoforo, una città già alla mercé di tanti gruppi armati (criminalità comune, crimine organizzato, narcos, gruppi di choc e paramilitari, sicari in uniforme , ecc) che agiscono grazie alla vista grassa di tutti i governi e alla corruzione di tutti i corpi di polizia. Il marciume istituzionale, la povertà diffusa e l’impunità hanno trasformato questa bella città in un inferno più delle migliaia di questo paese addolorato. Lo denunciamo da anni e resistiamo, non ci fermiamo.

Ciao Michele, ci vediamo in giro. Mentre siamo anche nel tuo percorso di apprendimento e consegne, per costruire un mondo in cui ci sono molti mondi”.